L’Azienda Sanitaria dell’Alto Adige ha avviato l’implementazione progressiva di accessi domiciliari proattivi e centrati sulla famiglia nei distretti sanitari. L’iniziativa si basa su un progetto pilota biennale realizzato con successo nel Comune di Aldino tra il 2017 e il 2019, che ha introdotto il modello dell’infermieristica di famiglia e di comunità. Questo approccio è stato nel frattempo esteso a quasi tutti i distretti e mira a migliorare il supporto alle persone con bisogni assistenziali, ridurre il carico dei caregiver e promuovere la salute dell’intero nucleo familiare.
Alla luce delle esperienze maturate, l’attuale modello assistenziale viene ora integrato con un approccio proattivo orientato alla promozione della salute e alla prevenzione. Gli accessi domiciliari proattivi si rivolgono in particolare alle persone anziane che non sono inserite in una rete assistenziale formale, ma che possono beneficiare di una consulenza infermieristica.
Nel comprensorio sanitario di Bressanone, il distretto sanitario di Chiusa ha già avviato l’attuazione del progetto. Il distretto sanitario di Bressanone inizierà con le visite domiciliari preventive nella primavera del 2026. L’obiettivo è individuare le persone di età pari o superiore ai 75 anni e offrire, attraverso visite domiciliari volontarie da parte del servizio infermieristico domiciliare, un colloquio finalizzato alla promozione dell’invecchiamento in salute, all’individuazione precoce di fattori di rischio, all’informazione sui servizi sanitari disponibili e al supporto nei processi decisionali. Il contatto avviene telefonicamente e l’attuazione procede in modo graduale, a partire dalle persone più anziane.